Psicodinamica del bullismo: partiamo dai moti interiori
Bullismo e violenza giovanile non sono soltanto dei comportamenti scorretti e disfunzionali, ma bisogna intenderli anche come veri e propri disagi della relazione, disagi intrapsichici che vale la pena indagare nelle loro componenti. La musicoterapia si propone come una metodica di trattamento che penetra classicamente le difese adolescenziali, quelle difese caratterizzate in primis dalla parola. Questo perché la musicoterapia può andare, come ben sappiamo, oltre la parola, laddove questa troppo spesso fallisce. Andiamo a guardare un attimo più da vicino, con il dettaglio che si conviene, la dinamica interna del bullo. Il bullo presenta una asset di personalità decisamente frammentato. E questa frammentazione dell’identità, unitamente al fatto che egli abbia spesso una scarsa capacità di mentalizzazione, si traducono nel suo comportamento alterato e pericoloso. Però viene da chiederci: “Perché il bullo fa quello che fa? Cioè, perché diventa aggressivo? Perché tenta di sopraffare in maniera così violenta la sua vittima designata?”. Fondamentalmente per difesa. Il bullo si sta difendendo, innanzitutto, da quelle istanze di grande fragilità e debolezza interne che sono vissute come indegne, come scarsamente sopportabili. Per cui queste vengono proiettate al di fuori ed egli, per tentare di sopportare il dolore che da queste deriva, agisce questo comportamento profondamente disfunzionale e lesivo dell’altro. In secondo luogo il bullo agisce una difesa nei confronti di una sua paura della diversità. Alcuni elementi costitutivi della sua vittima vengono percepiti come minacciosi nei confronti della propria integrità, già di per sé fragile ed inconsistente. Per cui la pulsione diventerà quella di sopraffare l’altro, di distruggerlo.
Momenti di lavoro del musicoterapeuta:
1. Holding e accoglienza
Andiamo a vedere quali sono gli elementi di lavoro del musicoterapeuta. Innanzitutto il musicoterapeuta lavora sull’holding, cioè sul tentativo di accoglienza verso il bullo, per lavorare sui propri traumi evolutivi precoci, attraverso la rielaborazione. Il metodo musicoterapia certamente consente di esperire la rielaborazione di quei vissuti traumatici che sono all’origine del comportamento bullismo.
2. Mirroring
Attraverso il mirroring, cioè il rispecchiamento che troviamo all’interno del dialogo sonoro come sua caratteristica costitutiva, il bullo si sente accolto e percepito. Esperire l’uguaglianza, la grande similitudine dell’altro, da parte del bullo, è un elemento fortemente terapeutico poiché una delle dinamiche determinanti il bullismo è proprio la percezione della diversità vista come una minaccia rivolta verso di sé.
3. Modulazione
La modulazione che il dialogo sonoro porta con sé consente, ad esempio, di convertire dei suoni molto forti o una certa aggressività nei confronti di alcuni oggetti sonori con delle dinamiche più moderate, pacate, il che è alla base di una modificazione del comportamento. E’ chiaro che questo si traduce nell’autocontrollo emotivo.
4. Ascolto e ‘principio di necessità’
Altro aspetto fondamentale della musicoterapia nel trattamento del bullismo è l’ascolto dell’altro, cioè il fatto che l’altro possa essere percepito come necessario. Cosa che il bullo non esperisce mai perché l’altro non è mai necessario, l’altro è un qualcosa da abbattere, da distruggere. Ma nella relazione a due (o anche più di due, perché si può fare la musicoterapia di gruppo con responsabili di atti di bullismo) la percezione dell’altro come collaborativo, come simile e come utile alla realizzazione dello scopo di gruppo è fondamentale proprio per portare ristoro alla dinamica che genera il bullismo.
5. Sublimazione
Non ultimo in ordine di importanza, c’è un aspetto di sublimazione. Vale a dire quel moto secondo cui l’aggressività può convertirsi in qualcosa di buono, che ha una polarità positiva, ad esempio la creatività. Quindi essere molto aggressivi, e trasferire tutta questa energia in qualcosa di buono e di creativo, è sicuramente un passaggio molto importante, cruciale del nostro lavoro. Potremmo dire, a chiosa di questo blogpost, che la musicoterapia è davvero potente nel consentire la ristrutturazione delle dinamiche interne, anche nel caso del bullismo e della sua vittima. Sì da consentire la risoluzione di quei conflitti che sono alla base di tale comportamento totalmente disfunzionale.
Alcune importanti precisazioni
Post scriptum: ovviamente il trattamento è rivolto sia all’adolescente che agisce l’aggressione, il bullo propriamente inteso, sia alla sua vittima. Trattasi, com’è facilmente intuibile, di due forme di disagio molto diverse, ma egualmente pregnanti. Sì da indurre profonda sofferenza interna in entrambi i soggetti. Le dinamiche musicoterapeutiche in cui è prevista la partecipazione di entrambi gli ‘attori’ sono tali da consentire di portare conforto a tutti e due. DIversamente si può programmare il trattamento differito dei due soggetti. Ma questi temi meritano sicuramente un ulteriore approfondimento a parte. Per qualsiasi necessità di affrontare il presente tema più a fondo è possibile contattare questo studio ai recapiti qui indicati. Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.
Dott. Marco Di Matteo



