DISAGIO ADOLESCENZIALE OGGI: EMERGENZA SANITARIA

Viviamo il tempo in cui, al di là delle più diverse concause, 1 adolescente su 4 presenta i sintomi del disagio psichico (ansia, depressione, panico). L’impatto della pandemia e dei vari lockdown ha certamente giocato un ruolo chiave nell’aggravare la situazione. In linea generale i giovani vivono nell’angoscia di non riuscire ad intravedere un futuro e la depressione post-covid ha visto i suoi numeri raddoppiare rispetto al periodo pre-pandemico. Il drastico stop alla socialità, l’isolamento e il trauma del cambiamento improvviso e dell’incertezza del dopo hanno tolto vitalità ed autonomia ai nostri ragazzi. I tanti adolescenti in crisi eccedono nel numero le possibilità di intervento dei nostri presidi sanitari. E’ necessario intervenire con tempestività e forza, intercettando per tempo il disagio specifico e rispondendo al bisogno di cure con gli strumenti più adeguati e codificati.

Depressione giovanile e conseguenze

L’adolescenza è un periodo delicato e difficile che comporta basilarmente una crisi del giovane, vittima d’un vero e proprio conflitto di identità ed una vera e propria tempesta ormonale. Se a ciò aggiungiamo la drammatica destabilizzazione generata dal periodo Covid, con tutte le sue implicazioni, va da sé che l’assetto psicodinamico dei giovani del nostro tempo sia messo davvero a dura prova. Il fatto più preoccupante per genitori, educatori e terapeuti è che ciò avrà ripercussioni certe sul lungo periodo, generando una salute peggiore dei ragazzi colpiti quando saranno adulti, maggiori difficoltà relazionali in generale ed una capacità di performare costantemente sotto tono. Gli esperti sono particolarmente preoccupati per i rischi incombenti: ansia e depressione future e costanti, maggior rischio di dipendenza da sostanze ed, altresì, possibilità di comportamenti criminali.

Terapie e razionali d’intervento: il ruolo della Musicoterapia

L’intervento dello psicoterapeuta è fondamentale, ma sarà necessario affiancare una corretta terapia farmacologica (solo quando strettamente necessario) sotto stretta sorveglianza del medico. In una prospettiva di approcci integrati trova giusta collocazione la Musicoterapia, proprio per la sua potenza terapeutica. Vediamo quali sono gli obiettivi principali che tale metodologia si pone nel trattamento dell’adolescente disagiato. 1. Ridurre l’aggressività e favorire la comunicazione dell’adolescente con disagio – La riduzione dell’aggressività è concetto da intendersi in senso lato poiché potrebbe anche non avvenire in maniera diretta. La metodica in sé può inizialmente elicitare la liberazione della sofferenza e dell’aggressività por poi operare, morbidamente nel tempo, una conversione dell’una forma in un’altra (ad esempio l’aggressività che si trasforma in creatività). 2. Favorire la condivisione dei vissuti emotivi poiché tali pazienti manifesteranno certamente una notevole chiusura emotiva. Il dialogo sonoro è estremamente funzionante da questo punto di vista, è ben noto, poiché esso consente l’apertura di un varco che consenta a questi ragazzi di estrinsecare verso gli altri i propri stati emotivi. Si genererà, così, un impeto creativo in questi giovani che andranno stimolati a ‘fare creativamente’ poiché la creatività è in grado, di per sé, di avversare i moti negativi della depressione adolescenziale. 3. Monitorare e migliorare il rendimento scolastico, migliorando la propensione e l’adattamento alle attività. 4. Rinforzare il piacere che deriva dal dialogo del sonoro poiché, in tal modo, il terapeuta opererà una modulazione dopaminergica (innalzando, cioè, l’attività di questo neurotrasmettitore nei circuiti neuronali) avversando esattamente la psicodinamica della depressione in maniera propriamente neuro-chimica, allo stesso modo in cui agisce il farmaco antidepressivo. Il piacere esperito nel caso del dialogo sonoro è in grado, quindi, di portare compensazione alla situazione di squilibrio funzionale del soggetto che abbiamo di fronte. 5. Favorire il ‘fare attivo’ per rinforzare i pensieri di ‘superamento attivo’: si tenterà, attraverso la Musicoterapia, di rinforzare le mentalizzazioni relative alla possibilità concrete di superare il disturbo. In altre parole il superamento attivo è un qualcosa che si evince in maniera diretta dal fare attivo, cioè dall’esperienza concreta che il dialogo sonoro mette a nostra disposizione, con tutti gli inevitabili rimandi psicodinamici. Per tutti gli eventuali chiarimenti del caso contattate pure questo studio ai recapiti indicati.

Dott. Marco Di Matteo

Dr. Marco Di Matteo

Medico chirurgo, musicoterapeuta clinico, docente e autore
Laureato in Medicina e Chirurgia, ha conseguito il diploma accademico di alta formazione in Musicoterapia. Docente incaricato di Chitarra Moderna presso lo studio musicale “Modern Guitar” di Pescara, docente accademico a contratto di Musicoterapia, C.T.U. Del Tribunale di Pescara, C.T.P. per la valutazione del danno biologico, autore letterario.

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