La comunità LGBTQIAPK+ impone attenzione e aggiornamento da parte del mondo medico-scientifico. In ordine, soprattutto, alle disforie di genere e ai disagi di cui soffrono le persone in relazione al loro sesso biologico, alla loro identità di genere, al loro orientamento sessuale: concetti che vanno attentamente e ponderatamente distinti. Conoscere, approfondire, andare oltre una relazione superficiale e fatta di pregiudizi, accogliere, condividere, aiutare, imparare dalla diversità e crescere umanamente e civilmente: ecco la serie delle PAROLE CHIAVE PIU’ IMPORTANTI.
Un sistema di sigle che non tutti conoscono bene
Vediamo in sintesi il significato di queste abbreviazioni. L sta per LESBIAN, cioè soggetti di sesso femminile che hanno un’attrazione sessuale e sentimentale per lo stesso sesso. G sta per GAY, cioè soggetti di sesso maschile attratti sessualmente e sentimentalmente da soggetti dello stesso sesso. B sta per BISEX, cioè persone che hanno un’attrazione sessuale/amorosa per entrambi i sessi (facendo naturalmente riferimento al sistema binario). T sta per TRANSGENDER, vale a dire persone che desiderano ed operano una transizione, cioè che intendono passare all’altro sesso poiché il loro sesso biologico e la propria identità sessuale non coincidono. Una transizione può essere completa o incompleta (cioè con o senza l’intervento chirurgico finale che rende totale il cambio di sesso a livello degli organi genitali). Q sta per QUEER, vale a dire indefinito nel senso di un’identità sessuale non stabilita e con la possibilità di intendere anche il sottogruppo LIQUID GENDER, vale a dire il passaggio da un’identità sessuale all’altra (con relativa e contestuale modificazione dell’attrazione), cioè una sorta di switching, che può verificarsi anche più o meno repentinamente, da alcuni giorni ad altri. La I sta per INTERSEXUAL: si tratta di soggetti che presentano, per una condizione medica e genetica, caratteristiche di entrambi i sessi, per cui essi si collocano in una condizione di mezzo, esattamente tra i due sessi (intesi sempre come concezione di tipo binary, cioé maschio/femmina). La A sta per ASEXUAL, che significa persona priva di un’identità dal punto di vista sessuale e che, comunque, non manifesta nessun tipo di attrazione nei confronti di uno degli altri sessi. Quando parliamo di altri sessi tendiamo, oggi più che in qualsiasi altra epoca, ad uscire un po’ dal cosiddetto schema binary gender, cioè il tipico schema binario con consiste nella presenza di soli due sessi: maschio e femmina. La P sta per PANSEXUAL: si tratta di persone che hanno un attrattiva per tutti i sottogeneri, ed in particolar modo hanno la tendenza ad avere delle relazioni sentimentali (veri e propri innamoramenti multipli e non esclusivizzanti il rapporto) con più persone di più sottogeneri in un sistema non-binary, di più identità sessuali. Infine la K che sta per KINKY: si tratta di soggetti i quali intendono la sessualità come una un insieme di pratiche sessuali non consuete. Tutte le altre sfumature intermedie e non citate, molte delle quali decisamente (e solo) immaginabili, sono rappresentate dal + (PLUS).
Musicoterapia, disforie di genere e transition
La pratica della Musicoterapia è associata ai bisogni di membri della comunità che manifestino sintomi decisamente negativi e invalidanti (nevrosi, ansia e panico, angoscia, depressione) consequenzialmente alla loro disforia di genere, vale a dire il disagio psicologico che deriva dal non ritrovarsi mentalmente nel proprio sesso biologico, o in relazione all’avvio di un vero e proprio percorso di transition, per chi desidera cambiare sesso. Tale spettro (appare utile definirlo così) consta di un numero molto ampio di sfumature e condizioni intermedie che è opportuno considerare, valutare e trattare di volta in volta ed individualmente, sulla base della storia clinica e naturale della persona. Per qualsiasi approfondimento sul tema è possibile contattare questo studio ai recapiti qui indicati.
Dott. Marco Di Matteo



