Bullismo, violenza giovanile e dipendenze debbono significare, innanzitutto, prevenzione e cura/reinserimento sociale. Appartengono al cluster dei disagi adolescenziali disturbi molto diversi, con origine assai variabile, che però convergono tutti in una medesima direzione: il comportamento fuori norma. Qui ritroviamo: i comportamenti antisociali, la violenza giovanile, il bullismo (ivi compresa la tristemente nota variante del cyber-bullismo), le dipendenze da sostanze, da pornografia, da web surfing e da gioco d’azzardo.
Primo obiettivo del musicoterapeuta: ridurre l’aggressività
Tra i primi obiettivi del musicoterapeuta ci saranno quello di favorire la comunicazione nell’adolescente problematico e ridurne l’aggressività. Spesse volte sono ragazzi che si sono resi responsabili di comportamenti antisociali e violenti. Ridurne l’aggressività è un’istanza che va intesa in senso lato poiché l’atteggiamento violento potrebbe non subire una diretta riduzione sulle prime, ma potrebbe all’inizio aumentare per poi convertirsi in una forma differenziata. E’ il caso in cui un comportamento aggressivo si converte in un atteggiamento di natura diversa e polarità contraria. Gradualmente l’aggressività diventerà collaborazione, integrazione con l’altro e l’atteggiamento aggressivo ne risulterà mitigato.
Favorire la comunicazione dei ragazzi problematici
I ragazzi problematici possono, attraverso la Musicoterapia, condividere i propri vissuti emotivi. l’estrinsecazione dei propri stati d’animo assume, in questo setting, una forma altamente creativa. Il ragazzo va stimolato a fare creativamente, anche perché questa è una delle energie che meglio contrasta l’essere aggressivo, violento e antisociale. Si tratta di ragazzi che grazie alla Musicoterapia vedranno migliorare il loro rendimento scolastico, impareranno che la diversità non è pericolosa poiché il bullo ha un’ideazione distorta dell’altro poiché lo vede diverso e pericoloso. Per questo siamo portati a credere che il bullismo abbia un movente primario proprio nella paura, cioè quella fobica necessità del bullo di difendersi dalla diversità pericolosa dell’altro, poiché così percepita.
La conversione dell’aggressività nel bullismo
Pertanto, qualsiasi attività che attraverso la conoscenza reciproca favorisca l’interscambio, consente al bullo di vedere l’altro diverso sì, ma accoglibile. Per questo la Musicoterapia fa sì che il comportamento violento non abbia più ragione di esistere, poiché nella mente del bullo l’idea di pericolosità sarà via via annullata. Lavoreremo, pertanto, sulla conversione del rifiuto in accettazione. La rabbia non andrà soppressa, come si potrebbe pensare, ma andrà convertita in una forma di polarità diametralmente opposta: la creatività. Si tratta di una vera e propria sublimazione. Il paziente esperisce che, attraverso la Musicoterapia, può avere un controllo completamente diverso sulla propria aggressività o sulla propria dipendenza da sostanze.
Il rinforzo del piacere e la ‘modulazione limbica’ per trattare le dipendenze
Il rinforzo del piacere che il dialogo sonoro propone opera una modulazione del sistema limbico, instaurando un forte meccanismo di compensazione rispetto al piacere derivante dalla sostanza. Le dipendenze da sostanze, o da qualsiasi altro agente in grado di dare addiction, sono comunque condizioni difficili da trattare e vanno affrontate in modalità trans-disciplinare. La presenza del medico sarà fondamentale per la valutazione del paziente e per la somministrazione dei farmaci di cui il paziente con tutta probabilità avrà bisogno. Con un percorso costante e modulato di Musicoterapia (in approccio integrato) il paziente affetto da questi disordini rinforzerà l’idea di poter superare il proprio disturbo, ne sarà sempre più convinto e sempre più armonizzato con il mondo circostante e con le persone. La risultante di tutto ciò sarà un ritrovato e pieno benessere, preludio certo di una perfetta armonizzazione ed integrazione socio-operativa.
Dott. Marco Di Matteo



